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OTTO MESI, OTTO IMPEGNI

Pubblicato il 18/06/2012 alle 06:06 nella categoria: Italian Week

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Cari lettori di The Week, ho preso ufficialmente possesso del mio ruolo di deputato della Repubblica. Tranquilli, durerà poco, massimo otto mesi: la data ultima di scioglimento delle Camere è immaginata al 15 febbraio 2013 (per votare poi ad aprile), mentre c'è chi giura che il governo Monti abbia non più di un mese di vita davanti a sé. Purtroppo sono giuramenti provenienti dal gruppo a cui mi sono iscritto, il Pd. Ma Bersani si è impegnato a sostenere l'esecutivo fino al 2013. Vedremo.

Fatto sta che questi otto mesi non voglio farli trascorrere invano: non avrò alcun vitalizio, arrivo alla Camera quando sono stati fatti tagli a tante voci delle retribuzione, ma comunque avrò un eccellente stipendio che merita il massimo impegno quotidiano. Soprattutto, obbliga a rendicontare: una vita spesa sul web insegna che dal confronto continuo con la rete arrivano le idee migliori e il miglior controllo qualità possibile sull'attività di un rappresentante delle istituzioni. E allora eccomi a voi, a dire quel che proverò a fare in questi otto mesi. Il tempo è poco ma mi sforzerò di portare e compimento otto impegni.

1. Mi batterò per il rinnovamento profondo e radicale dei partiti, a partire dal Pd. I partiti così come sono, per questioni soprattutto legate ai soldi che hanno cementato il potere di oligarchie inamovibili, provocano il disprezzo degli italiani. Senza novità sostanziali, la risposta del M5S di Beppe Grillo risulterà la più credibile. Le novità sostanziali possono arrivare delle primarie, se saranno vere, a sinistra come a destra. In quelle della sinistra, mi batterò per il più esteso e macroscopico rinnovamento possibile, ovviamente soprattutto (ma non esclusivamente) in termini generazionali.

2. Sosterrò lealmente il governo Monti ma gli chiederò di tener fede agli impegni assunti in particolare con le giovani generazioni. Il clamoroso caso delle srl semplificate a 1 euro, deliberate ma poi lasciate prive del modello di statuto obbligatorio a cui attenersi, saranno oggetto della mia prima interpellanza all'esecutivo, come suggerito da un mio "friend" su Facebook (questione di metodo: tutti possono propormi tutto, usate i social network e questo blog per interloquire e soprattutto tirare fuori idee, non mi ammorbate con i soliti inutili commenti flame)

3. Difenderò Elsa Fornero, il ministro che in sei mesi ha fatto due riforme monstre come quella delle pensioni e quella del lavoro, dagli attacchi di politicanti che in decenni non hanno mai saputo riformare una mazza. Allo stesso tempo vorrò numeri certi e soluzioni decenti sulla questione esodati.

4. Avanzerò una proposta di legge per il riconoscimento del diritto all'accesso a internet come diritto universale dell'essere umano. Internet è come l'acqua.

5. Chiederò l'investimento massimo possibile per la banda larga e larghissima e in generale cercherò di essere sponda per tutte le iniziative di ricerca e innovazione tecnologica la cui arretratezza, secondo il garante dell'authority delle telecomunicazioni, ci costa ogni anno un punto e mezzo di Pil.

6. Non dimenticherò la mia esperienza di giocatore di poker e chiederò con veemenza la legalizzazione del poker live e l'investimento sul betting exchange: sono gli strumenti migliori per impedire agli italiani di rovinarsi con il gioco d'azzardo dei gratta e vinci, dei superenalotto, delle videoslot dove milioni soprattutto di anziani di ceto prevalentemente medio-basso versano la pensione. Se, per esempio nel poker, fosse legale il live secondo le stesse regole rese legali per l'online, si creerebbero istantaneamente almeno cinquantamila posti di lavoro. Il principio è semplice: skill games contro gioco d'azzardo e quel che è legale on line e non crea lavoro sia legale anche live per creare lavoro.

7. Porrò ai vertici del Pd il tema dello snaturamento del progetto originario del partito: oggi siamo di nuovo al Pds con vagheggiamenti alla Hollande e sogni di alleanze di sinistra-sinistra di stampo novecentesco. Io credo a una sinistra del ventunesimo secolo e di conseguenza ad un partito che sia unito ma plurale. L'approdo allo schema socialdemocratico spolverato di radicalismo chic, che prevede ad esempio per i cattolici del partito la scelta solo tra la rottura e l'abiura, è assolutamente vecchio per metodo e sostanza. Bisognerà costruire un pannello di priorità programmatiche in cui la parola sinistra sia sinonimo della parola uguaglianza: e allora magari si potrà dire che lo stipendio del padre o della madre di due, tre o quattro figli dovrà essere fiscalmente agevolato rispetto allo stipendio di un single o di una coppia senza figli, perché non c'è equità nel trattarli analogamente; o che se domani mettessimo un bel tetto alle pensioni al massimo a duemila euro potremmo far ripartire in un attimo l'Italia a gonfie vele, investendo decine di miliardi l'anno per l'autoimprenditorialità giovanile e per le abitazioni per le giovani famiglie, salvaguardando le pensioni anche di chi è nato dopo il 1970. La coperta è corta. Bisogna decidere come coprire in maniera equa un po' tutti e far ripartire la crescita del paese. Le proposte del Pd(s) per ora sono indietro e puntano ad un aumento della spesa pubblica che, allo stato delle cose, è ovviamente insostenibile.

8. Presenterò una proposta di riforma costituzionale sul referendum propositivo e la cancellazione del quorum, così come una proposta di riforma al regolamento della Camera che obblighi a calendarizzare entro 15 giorni dalla presentazione la discussione delle proposte di legge di iniziativa popolare. Solo la democrazia diretta può salvare questa cattiva ed oligarchica democrazia rappresentativa morente. Io lo so da tempo e, anche se con il tempo tiranno, da deputato almeno simbolicamente proverò a far muovere al Parlamento i passi nella direzione di un futuro decentemente più democratico.

Questi sono i miei impegni complessivi assunti con voi per i prossimi otto mesi, se veramente saranno otto, di attività parlamentare. Mi piacerebbe dedicare il mio primo intervento in aula al terzo punto dell'ordine del giorno, in cui si discuterà di Siria: 12.000 persone, prevalentemente giovani e anche centinaia di bambini, uccise dalla tirannia del potere cieco. Hanno usato anche i social network per ribellarsi e finire soffocati nel sangue. Ma resistono ancora. Me lo voglio ricordare sempre quando uso il web per parlare di democrazia e politica nel nostro strano, ma sempre privilegiato, paese. Usiamo anche noi la rete per fare politica.

Io metto umilmente a disposizione il mio ruolo per provare a fare insieme un po' di bene persino stando nel Palazzo. Statemi vicino: per pungolarmi, criticarmi, insultarmi, magari accarezzarmi se farò qualcosa di decente. Ma soprattutto per proporre. Siate i miei cento occhi, per vedere meglio. E per generare idee. Ne sarò ambasciatore. 

Non sarà un esercizio inutile.

Mario Adinolfi


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