SEI MESI DA DEPUTATO NON MI CAMBIANO LA VITA
Pubblicato il 31/05/2012 alle 12:48 nella categoria: Italian Week
Di Mario Adinolfi
Stamane in giunta per le Elezioni della Camera (comitato per le incompatibilità) è successa una cosa strana. Doveva esserci l'audizione del sindaco-deputato Tidei, resistente alle dimissioni che legge e sentenza della Consulta obbligano a dare, ma l'audizione è saltata perché la capogruppo del PD, Donata Lenzi, autrice anche di uno stringentissimo ddl proprio sulle incompatibilità, ha proclamato che l'automatismo delle dimissioni di Tidei per lei era dubbio e bisognava rinviare tutto. Si è alzata e se ne è andata, con lei i commissari del PD. Di quel PD che, badate bene, sulle incompatibilità e gli automatismi dopo la sentenza della Corte costituzionale ha fatto dimettere da deputato decine di sindaci Pdl e Lega. Di quel PD che l'incompatibilità l'ha scolpita persino nel suo codice etico e nello statuto, non bastassero legge e Consulta. Ma nel caso Tidei non vale.

Perché?
Ecco. Io vorrei stimolare tutti voi sulla risposta a questa domanda. Perché il PD, perché da oggi è chiaro che il mandante della tattica dilatoria di Tidei è il PD nei suoi vertici, si espone a questo comportamento politicamente folle, schizofrenico rispetto ai comportamenti passati e tecnicamente illegale?
La vicenda è poca cosa. Poco cambia alla mia vita fare sei mesi da deputato, poco cambia al PD avermi per sei mesi nel suo gruppo. Allora perché ingigantire tutto questo? Pensateci e date la vostra risposta. Io ho già dato la mia. Ha a che fare con dati simbolici e logiche tristi dell'arroganza del potere. Logiche che, me ne sarà dato atto, ho duramente combattuto.
La libertà comporta prezzi anche più cari di questo da pagare. Orgogliosamente dico alle mie figlie che il loro papà non ha mai "tirato dietro la gamba" davanti a uno più potente di lui. Ne ha combattuto avidità e arroganza. Si goda Tidei i suoi mesi rubati contra legem, come si godrà il vitalizio e tutto quello che la politica in 42 anni gli ha dato. Ha 66 anni, non è stanco di trucchetti e ha capito che il PD preferisce il suo nulla (lo avevate mai sentito nominare prima, per la sua attività da deputato?) al mio troppo.
Vorrei solo che fossero chiari i motivi della mia battaglia: sei mesi da deputato, credetemi, non mi cambiano la vita. Combattere l'arroganza dei prepotenti e la violenza del potere ne sono, invece, le ragioni fondanti. Mi batterò contro ciò che non va finché avrò fiato in gola e mi dispiace che per qualcuno questo sia titolo di demerito ("hai attaccato il PD, fanno bene a tenerti fuori, Tidei resisti"). So, lo ripeto, che la libertà ha un prezzo. Lo pago tutto, da sempre e non mi è mai dispiaciuto.
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