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LA FORNERO; IL LAVORO E IL DIRITTO

Pubblicato il 29/06/2012 alle 02:20 nella categoria: Job Week

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Di Gabriele Rossi 

 

Il Ministro Fornero spiega bene, con una espressione che fa gridare allo scandalo migliaia di nostalgici, la situazione reale, vera, incontestabile del nostro mondo. 

Il lavoro, il posto di lavoro, il lavoro per cui ci siamo preparati, per cui abbiamo studiato, o quello che abbiamo sempre voluto, non è detto che sarà il nostro futuro. 

Non è un diritto neppure il fatto che una entità definita Stato paghi qualcuno per una attività inutile, perchè questo significa bruciare opportunità, mandare in fumo risorse, che potrebbero anzi dovrebbero essere utilizzate per CREARE ulteriori opportunità, benessere, per la collettività. 

 

Non è teoria, ne retorica: il lavoro deve essere creato. Le opportunità vanno costruite, non si possono disegnare a tavolino e plasmarle. Con cosa? con i soldi pubblici? i soldi pubblici arrivano dalle tasse. Quanto sono disposti a pagare più tasse per creare posti di lavoro che non servono alla collettività? Quanti di noi si lamentano per le inefficienze, gli sprechi? Quanti hanno detto durante discussioni con amici "voglio fare l'usciere alla Camera"?

 

Bene, tutto questo ha un'origine ben precisa, che è l'assistenzialismo. L'utilizzo di risorse per fare assistenza a chi ha bisogno è un dovere sacrosanto dello Stato.  Ma chi ha bisogno non è chi non si muove. Chi ha bisogno è chi non può materialmente provvedere a se stesso, per cause inconfutabili. Conosco da vicino il mercato del lavoro Italiano e purtroppo bisogna ammettere che, ovviamente con le dovute "molle", centinaia di giovani disoccupati, restano tali anche perchè non voglio lasciare il paese della famiglia per lavorare. E questo è un passo falso che a livello macroscopico il nostro Paese paga. E molto. 

Tutti a parlare bene dell'America, delle sue doti di ripresa, della sua fertilità imprenditoriale. Benissimo, verissimo.  E la totale flessibilità in uscita made in USA? E' un pilastro del loro mercato del lavoro. Se piace il loro imprinting deve piacere anche questo capitolo. E non è vero che "li se ti licenziano subito trovi lavoro". Andiamolo a dire ai milioni di Americani rimasti a casa dopo la crisi del 2008. Una grande differenza è che chi viene licenziato si mette a lavorare anche in un ambito diverso, ci si ricicla con estrema umiltà e flessibilità. La FLESSIBILITA' deve pervenire prima di tutto da noi stessi. Solo così potremo pretenderla dai nostri rappresentanti politici. 

 

Basta con l'ipocrisia e la demagogia, la riforma Fornero non è lo stato dell'arte, ma non è possibile criticare tutto ciò che ci spinge verso una realtà più incerta, basata anche, non solo, sul nostro duro lavoro personale. 

 


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