COME NASCE UNA LEGGE NELL'ERA DIGITALE
Pubblicato il 15/02/2012 alle 12:46 nella categoria: News

Guido Scorza, avvocato, blogger, specializzato in ricerca informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, ci spiega come nasce (male) una nuova legge nell’era del digitale. Un labirinto caotico e confusionale che il Codice dell’Amministrazione digitale dovrebbe aver messo fuori uso e fuori legge.
Annotazioni fatte a mano, firme e sigle impresse come un puzzle da ricomporre, frecce, segni e glifi che ricordano la scrittura degli egizi, così commentate da Guido Scorza:
“Aggiungete centinaia e centinaia di cancellature, note e frecce di rimando dal significato poco chiaro o completamente oscuro, interminabili elenchi di nomi di senatori scritti a penna talvolta in stampatello e talvolta in corsivo, in colonna o, piuttosto in ordine sparso quasi si trattasse delle navi disposte sullo scacchiere della Battaglia navale per risultare il meno raggiungibili possibile alle coordinate che guidano i siluri dell’avversario”
Una serie di vocaboli di abissale ignoranza: questa è la fotografia che risulta nelle migliaia di emendamenti presentati dai senatori alla legge di conversione del decreto legge in materia di liberalizzazioni appena varato.
Inimmaginabile l’uso di strumenti di condivisione del lavoro nell’era dell’informatica, capaci solo di utilizzare facebook e twitter per imbonire i propri follower e apparire meno vecchi di quanto in realtà non siano, per poi scoprire dietro i profili “social” il lavoro spesso precario degli uffici stampa, sottopagati, a spolverare l’immagine pubblica dei nostri politici da quella muffa antica accumulata sulle poltrone d’oro del potere.
L’Italia è un paese gerontocratico, in Parlamento come nelle leve dirigenti dell’industria, dell’editoria e della televisione. Il Festival di Sanremo ne è espressione condivisa, con un’età media di 65 anni dei protagonisti alla guida del programma.
Una classe dirigente, quella italiana, vecchia nel pensiero, vecchia anagraficamente, vecchia nelle ideologie, incapace di interpretare un futuro possibile, arroccata sullo status-quo per non cambiare nulla.
Il video che pubblichiamo è un’offesa all’intelligenza pubblica, un’offesa verso la generazione nata dopo il 1970 che non ha possibilità di futuro in un sistema arrivato all’agonia di pre-morte, con quell’arroganza egoistica di chi pensa:
“MORS ULTIMA LINEA RERUM EST”.
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