PD: ASPETTANDO LE DIMISSIONI DI FASSINA
Pubblicato il 03/10/2011 alle 19:31 nella categoria: News
Nel Partito Democratico convivono diverse anime. E' cosa nota. In questo ultimo periodo, poi, la pluralità di idee si è fatta tanto più evidente, tanto è stata più profonda la crisi del nostro sistema economico. Dal referendum per l'abrogazione del Porcellum alle ricette per il lavoro, le diversi visioni dei Dem si sono rivelate sotto le lenti di opinione pubblica, commentatori e militanti.
Evidentemente, però, la divisione si è fatta palese e velenosa sulla questione della "lettera della BCE" svelata pochi giorni fa dal Corriere della Sera. Non che il contenuto della missiva abbia sorpreso qualcuno. Era noto cosa vi fosse scritto, e quali fossere le richieste ispirate da Draghi e Trichet al nostro paese per investire pesantemente sui titoli di stato italiani.
Quello che ha sorpreso, fino ad un certo punto, è stato il commento del responsabile economico della segreteria del Partito Democratico Stefano Fassina. Fassina, infatti, in un'intervista al sito del Pd e all'Unità, aveva espresso aspre critiche nei confronti della ricetta ispirata proprio da quel Mario Draghi che per tempo è stato un riferimento del Pd.
<<La BCE, come i governi conservatori, insistono sull’austerità come se la finanza pubblica fosse in universo parallelo rispetto all’economia reale e come se la spesa pubblica fosse tutta sprechi. Per la crescita si richiamano i poteri taumaturgici delle riforme strutturali. Si continua ad insistere sulla forza espansiva delle politiche di bilancio restrittive. La verità è che, senza allentare le politiche di bilancio, l’area euro va in recessione>>
Oppure, ancora:
<<La verità è che continuare sulla via della austerità cieca porta alla rottura dell’area euro e ad una involuzione sociale e democratica. Dobbiamo invertire di 180 gradi la direzione di marcia definita dai governi conservatori>>
Infine, in un'intervista a Liberazione la presa di distanza a nome del partito.
<<La lettera della Bce è un fatto politico di grande rilevanza. Il commento di Europa è sì il commento di un giornale vicino al Pd, ma non è la voce del Pd. Certamente al nostro interno ci sono posizioni diverse, ma non così distanti. La posizione che io ho espresso, di critica rispetto ai contenuti di quella lettera, credo sia largamente condivisa dentro al Pd.>>
Oggi, dopo la direzione, la "scomunica" del Fassina pensiero arriva direttamente dal segretario del PD, Pier Luigi Bersani:
<<La posizione nostra sulla lettera della Bce è: nessuna critica alla Bce>>
In un paese normale - come qualcuno ama spesso dire - sarebbe lecito aspettarsi le dimissioni di Stefano Fassina. In Italia, dove un presidente del consiglio è abbarbicato alla sua poltrona da qualche mese, esiste un alibi troppo ghiotto per non approfittarne.
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