ROMA VIOLENTA / 4
Pubblicato il 15/12/2011 alle 01:42 nella categoria: News
Non è possibile in queste pagine e in queste quattro puntate, esaurire l’argomento ne tantomeno ricercarne cause della violenza e della criminalità esplosa a Roma negli ultimi mesi.
Come si fa a spiegare l’uccisione di un sedicenne per mano del proprio migliore amico, a Fiumicino, nel mezzo della folla di un centro commerciale per una sigaretta negata?
Dovrebbero essere coinvolti molti istituti e professionalità, interpretare e capire i tempi e luoghi, incrociando studi ed esperienze, analizzando il decadimento e l’inefficacia sempre più evidente degli istituti della formazione, della socializzazione primaria e secondaria, come la famiglia, la scuola e anche i massmedia.
Le cause non possono essere riconducibili alla diffusione televisiva di eroi criminali o di stili di vita poco onorevoli. Piuttosto è plausibile il contrario, e cioè che la narrazione letteraria, filmica, televisiva o musicale trovi ispirazione e terreno fertile nella realtà e nel clima che si respira nella società.
Non è un caso che proprio negli anni ’70 si sviluppi al cinema il filone del poliziesco/poliziottesco all’italiana, con molti titoli proprio ambientati nella feroce capitale di allora.
I più noti, ormai dei veri e propri cult tornati in auge, sono quelli interpretati dal baffo biondo di Maurizio Merli nei panni del commissario, come Roma Violenta (1975) diretta da Franco Martinelli o Roma a mano armata (1976) per la regia di Umberto Lenzi
Sempre nello stesso anno esce I ragazzi della Roma violenta diretto da Renato Savino (il film inizia come fosse una sorta di inchiesta condotta da un giornalista per le strade romane, chiedendo ai cittadini cosa pensano della delinquenza giovanile).
In realtà anche tutta la serie di polizieschi che vedono come protagonista l’ispettore Nico Giraldi, interpretato da Tomas Milian, da Squadra Antiscippo (1976) a Delitto al Blue Gay (1984) nonostante lo spirito grottesco e comico delle pellicole, racconta la realtà criminale e violenta della città a cavallo degli anni ’80.
Solo nel 1990 è uscito il film di Ricky Tognazzi Ultrà, che fece molto discutere sempre a causa del linguaggio e dei comportamenti brutali dei protagonisti, i ragazzi delle curve calcistiche in questo caso, di quella Brigata Veleno composta dai giovani della periferia romana inclini a vivere il tifo in maniera estrema. (Addirittura il protagonista Claudio Amendola, dopo il film, ha vissuto sotto scorta per un anno perché minacciato dai tifosi romanisti, colpevole di aver mostrato che in Curva Sud si usavano i coltelli.)
Bisogna tornare ai giorni nostri, dopo una lunga pausa cinematografica, per ritrovare film ambientati nella Roma violenta, come Romanzo Criminale appunto. Questo è una conferma di quanto scritto fino adesso.
Anche nella musica ascoltata dai giovanissimi, legata soprattutto al mondo rap o hip hop, si ritrovano storie di miseria e droga, di aggressioni urbane e di pestaggi, di odio verso lo Stato e di rabbia distruttiva. C’è un ricorrente uso di temi e di termini trasgressivi (spesso sono presenti le bestemmie nei testi), con un continuo richiamo all’illegalità necessaria e manifesta.
A Roma è molto conosciuto il collettivo hip hop Truceklan, crew capitanata dai TruceBoys di Noyz Narcos, che raccoglie vari nomi di artisti della scena underground romana, da i Colle der Fomento a Duke Montana, fino a collaborazioni con esponenti di spicco della scena rap italiana (ad esempio i milanesi Club Dogo).
Ma sono molti altri i rapper romani che si contendono la scena musicale, raccontando in rima e in dialetto romanesco terribili realtà quotidiane, con titoli e parole fuori da ogni controllo, conditi da una volgarità e da una violenza linguistica fuori dal comune.
Ci sono Er Gitano & Saga che in Sangue e Piombo cantano Sò n'bandito a cì... sò n'cazzo de marvivente... pieno de rabbia da divide co stà gente... co ste rime mo te spiego solo chi t'ascorti, troppi pianti, troppa merda sò esperienze forti, risse pei locali e pe ste cazzo de borgate, come armi sempre e solo mano toste e tatuate... stringi n'fero e spingi all'angolo, per ogni notte fuori, ogni lacrima, la strada è come r'diavolo... prima o poi te rubba l'anima... la verità è c'ho r'core spaccato a metà e se nun c'hò pietà e perche il mondo non ce nà… er sogno mio è de stà alle dieci beato dentro al letto, e invece tengo er fero pronto all'uso ner cassetto […]
C’è Duke Montana che canta La Rivolta, testo di disprezzo e insulto contro la polizia, e soprattutto Roma Violenta, insieme a Seppia e Noyz Narcos: “Sono Nato negli anni '70 in una Roma Violenta,
ispirato dai gangster degli anni '30, quelli che pensano alla grande, uomini d'affare, d'onore con le palle quadrate, le Borgate si rispecchiano con la mia merda, musica ribelle da galera […], il crimine paga quindi rischio di brutto, roba sottobanco ogni giorno è una guerra, alle guardie non je do confidenza […] Me la faccio con i peggio delinquenti, quelli che se je fai 'no sfregio, te penti..
Bevo Alcool, faccio troppi danni, sangue che gocciola, ogni giorno è una guerra.”
Sempre Saga er Secco feat Hyst reinterpreta in rap le vicende della banda della Magliana “da cani sciolti di quartiere a banda organizzata […] estorsioni ed usura in ginocchio Roma paga il pizzo perchè ha paura una scia di sangue nella città che dorme tra agguati ed esecuzioni il bilancio delle morti è enorme […] e comincia presto già da ragazzini con i primi furti omertà e coraggio per emergere su tutti per strada; questo non lo impari mica a scuola solo sangue freddo, ferro, palle e parola bisogna farsi rispettare e conta farsi un nome vivere o morire, non tradire, intimorire le persone.”
E poi ci sono i Colle der Fomento che dicono che “Roma troppe volte ha visto l’amore farsi rosso su una lama de coltello”, i CorVeleno e ancora i Gente de Borgata o Danno con Piombo e Fango o con Ministero dell’Inferno, e tanti altri ancora. E sarebbe un errore considerarli una musica di nicchia. Ce lo confermano i contatti che questi artisti registrano su facebook o su youtube. I video musicali, spesso artigianali, arrivano spesso al milione di visualizzazioni. Ciò che colpisce sono anche le migliaia di commenti lasciati dagli adolescenti in calce alle immagini: commenti che replicano lo stesso linguaggio dei propri beniamini, che sfociano spesso nel turpiloquio tra utenti stessi, con insulti selvaggi, intimidazioni e minacce.
Però non sono il Libanese o Duke Montana i mandanti della violenza che esplode nelle strade romane. Loro rappresentano solo uno specchio patinato di una realtà molto più cruda e preoccupante.
Così come non possono essere solamente le condizioni di stress, il disagio sociale, l’uso spregiudicato di cocaina o la repressione infantile a giustificare un exploit di aggressività con rari precedenti nella storia della città. Le immagini di violenza sono dappertutto, dai toni delle discussioni politiche ai talkshow televisivi, dagli eroi del grande schermo a quelli del campo di calcio, dai titoli dei giornali alla normale convivenza cittadina.
Violenza e aggressività prendono forma dalla frustrazione per un ambiente sociale che non è più a misura d’uomo, gratificante e accogliente, dove tutto è esagerato e esasperato, senza regole e controlli. Una società allo sbando, fuori controllo.
Una società che ha bisogno di presente e di futuro, di studio e di lavoro. Una società che ha semplicemente bisogno di normalità.
Tag: Roma violenta, morti, sangue, Alemanno, killer, ammazzati
